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“Taranto e il ‘caso Moro’. Materiali per una ricerca”

40 anni fa le Brigate Rosse rapivano e uccidevano Aldo Moro. In quei giorni, dal 16 marzo al 9 maggio 1978, tutta Italia fu scossa da tensioni contrastanti: sgomento, angoscia, speranza. Come reagì la città di Taranto? Questa la domanda che ha ispirato la mostra promossa dall’associazione di public history Fucina 900 dal titolo “Taranto e il «caso Moro». Materiali per una ricerca”. Si tratterà della esposizione di riproduzioni di articoli di quotidiani locali legati ai 55 giorni della prigionia di Moro, organizzati in più sezioni. A corredo della mostra verrà proiettato un breve video dal titolo “Un flusso di coscienza” nel quale abbiamo raccolto, attraverso alcune interviste, le testimonianze orali di personalità del territorio che hanno ricoperto un ruolo nella  politica, del mondo sindacale e della fabbrica e che, in quei giorni, hanno scelto tra la linea della fermezza e quella della trattativa.

Ci sarà, inoltre, occasione per una partecipazione collettiva alla mostra attraverso la memoria: viene richiesto a chi visita di lasciare un proprio ricordo di quei giorni, legato alla propria quotidianità.

L’esposizione e il video sono a cura di Fucina 900.

Si terrà presso Gagarin Spazio Sociale a partire da giorno 11 maggio, ore 19 e sarà aperta dal lunedì al venerdì, dalle 18 alle 20, sino all’11 giugno.

L’ingresso è libero.

Verso il 25 aprile: un seminario su “Antifascisti e antifascismo a Taranto”

In vista del 25 aprile, l’associazione di public history Fucina 900 vuole commemorare la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo con un seminario su “Antifascismo e antifascisti a Taranto”, a cura di Mario Pennuzzi. L’iniziativa si terrà venerdì 13 aprile, alle 18, presso lo spazio sociale Gagarin, in via Pasubio. Il seminario si inserisce ne “I venerdì di Gagarin”, la programmazione culturale promossa da quella struttura.

Città industriale già dalla fine dell’Ottocento, a Taranto l’antifascismo ha avuto solide radici nella classe operaia delle industrie navalmeccaniche; d’altra parte, il fascismo si è nutrito dell’autoritarismo delle elite militari collocate al vertice della società locale. Ciononostante, le persecuzioni scatenate dal regime non riuscirono ad estirpare le sacche di resistenza. Oggi questa storia è in buona parte dimenticata, ma merita di essere recuperata per capire cos’è stato concretamente il fascismo e cosa spinse tanti nostri concittadini ad opporvisi.

L’esposizione prenderà le mosse da una premessa su storia locale ed antifascismo, volta a comprendere i movimenti reali della società; affronterà quindi la nascita del fascismo a Taranto e la continuità dell’azione cospirativa degli antifascisti lungo tutto il ventennio. Infine approfondirà la cultura e la formazione degli antifascisti tarantini.

Laureato in Storia e Filosofia, per circa 25 anni Mario Pennuzzi è stato dirigente del PCI e successivamente del Pds, occupandosi prevalentemente di cultura e comunicazione. Già assessore alle politiche sociali e alla cultura del Comune di Taranto, oggi è il bibliotecario della biblioteca comunale di Statte. Ha al suo attivo la pubblicazione di articoli ed interventi su testate nazionali e locali, oltre alla pubblicazione di alcuni saggi di storia locale.

Photogallery: “Sulle note di una Passione” (Gagarin Spazio Sociale, 28/01/2018)

Alcuni scatti dalla bella relazione a cura di Pierfrancesco Galati. Ringraziamo per le foto Maurizio Calò.

Alla scoperta delle musiche della Settimana Santa con Fucina 900

I riti della Settimana Santa tarantina rappresentano un’occasione di incontro tra la cittadinanza  e la tradizione, in un connubio di grande impatto che è la chiave del valore identitario che le processioni e i pellegrinaggi assumono nella città dei due mari, richiamando con la loro eco numerosissimi visitatori. Questo momento di valorizzazione del patrimonio non solo materiale – ci si riferisce, in particolare, alla ostentazione delle preziose statue in cartapesta – ma anche immateriale – la processione come tradizione popolare – non sarebbe tuttavia lo stesso senza le musiche che accompagnano i riti e che conferiscono all’intera rappresentazione un pathos unico. Eppure di quelle composizioni e dei loro autori si parla generalmente poco, preferendo soffermarsi su altri aspetti.

L’associazione di public history Fucina 900 promuove un approfondimento su quel tema con la preziosa collaborazione di Pierfrancesco Galati, insegnante e studioso di storia della musica. “Sulle note di una Passione” – questo il titolo dell’iniziativa – si terrà a Taranto mercoledì 28 marzo, alle 18:30, presso lo spazio sociale Gagarin, in via Pasubio.

Nella sua esposizione, il dott. Galati presenterà le figure dei musicisti autori delle più conosciute marce che seguono le statue nel corso delle due pro

cessioni tarantine, contribuendo rendere i nostri riti così suggestivi. Saranno proiettate le immagini dei compositori, unite a brevi sottofondi delle loro composizioni; ma soprattutto si darà risalto alla loro produzione musicale e alla loro biografia.

Pierfrancesco Galati ha tenuto diverse conferenze su compositori ed esperienze musicali locali e nazionali. Nel 2017 ha pubblicato un libro dal titolo: “Bande di Puglia: il Gran Concerto Bandistico città di Conversano”, un interessantissimo viaggio alla scoperta delle feste patronali in Puglia e di una principali bande pugliesi: quella di Conversano.

Premio Sebastiano Romeo: giovedì 15 febbraio si conoscerà il vincitore

Giovedì 15 febbraio, alle 17:30, presso Palazzo Pantaleo si conoscerà il vincitore o la vincitrice del premio di ricerca dedicato alla memoria di Sebastiano Romeo, bandito dall’associazione di public history Fucina 900 con la collaborazione della famiglia Romeo.

La prima edizione del premio ha riguardato elaborati di ricerca – tesi di laurea, tesi di dottorato e testi comunque editi – attinenti il tema “Arte, cultura e società a Taranto in età contemporanea”. I contributi sono stati esaminati da una commissione scientifica composta da studiosi e docenti universitari: Christian Caliandro, docente di Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia, critico d’arte; Vezio De Lucia, urbanista; Giulio Fenicia, professore ordinario di Storia Economica presso l’Università degli Studi di Bari; Silvio Labbate, ricercatore in Storia contemporanea all’Università del Salento; Rosaria Leonardi, ricercatrice presso l’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea (IPSAIC).

La persona premiata, a cui andrà un assegno di 1.000 Euro, terrà una conferenza sull’argomento della sua ricerca. Durante la cerimonia, realizzata con la partecipazione del Comune di Taranto, ci sarà un ricordo della figura di Sebastiano Romeo.

Photogallery: “Città e industria nel Mezzogiorno contemporaneo. Il caso Taranto” (Area archeologica di Via Marche, 26/01/2018)

Alcune immagini dell’iniziativa di ieri.

Grazie a Fabio Boccuni, Francesco Brigati e Giovanni Lippolis per le immagini.

 

Taranto e l’industria: un dibattito su una storia complicata

Un dibattito sulle conseguenze dell’industrializzazione del Sud, con un occhio di riguardo alla vicenda di Taranto. E’ la nuova iniziativa dell’associazione di public history “Fucina 900”, dal titolo “Città e industria nel Mezzogiorno contemporaneo. Il caso Taranto”, che si terrà venerdì 26 gennaio, alle 17:30, presso l’area archeologica di via Marche (accanto al Tribunale). La discussione prenderà le mosse dal nuovo numero della rivista “Italia Contemporanea” dedicata alle città industriali del Sud. Nel volume si parla anche di Taranto, con un saggio di Salvatore Romeo.

“Ricostruire storicamente il rapporto fra città e industria è fondamentale per capire la situazione attuale”, dichiara Stefania Castellana, presidente dell’associazione. “Abbiamo l’occasione di farlo grazie all’interessamento di un’importante rivista scientifica e dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, che ha dato il suo patrocinio all’iniziativa. Come si vede la nostra storia recente attira l’interesse di ambienti di grande rilievo. Dobbiamo esserne più consapevoli e valorizzarla al massimo. Come Fucina 900 continueremo a cercare contatti con la cultura nazionale e internazionale: abbiamo bisogno di aprirci al mondo per rilanciare la nostra città”.

Al dibattito interverranno il prof. Salvatore Adorno, docente di Storia Contemporanea all’Università di Catania e curatore del volume, il prof. Ezio Ritrovato, docente di Storia Economica all’Università di Bari, l’arch. Enrico Grifoni, urbanista, e il dott. Salvatore Romeo, autore del saggio “Taranto: città sviluppo e territorio nel secondo dopoguerra (1945-1977)”.

“Non sono il primo e di certo non sarò l’ultimo a scrivere di questo tema”, afferma Romeo. “Nel mio contributo ho cercato di indagare l’intreccio fra politiche di sviluppo, dinamiche socio-economiche e trasformazioni territoriali. L’arrivo del siderurgico ha attivato processi contraddittori: ha esasperato alcune tendenze preesistenti – su tutte, la speculazione immobiliare – e ne ha create di nuove. Quello che risalta è che la «stagione del consenso» verso l’industrialismo è durata in realtà molto poco: già alla fine degli anni ’60 iniziarono a emergere critiche sempre più consistenti verso quel modello di sviluppo. Queste sollecitazioni sfociarono, qualche anno dopo, nella cosiddetta «vertenza Taranto». Spero che questo mio scritto contribuisca a chiarire diversi aspetti della nostra storia recente”.

Al termine dell’iniziativa sarà possibile visitare il sito archeologico, con il contributo di Fucina 900, con la guida di un archeologo di Taranto Sotterranea.