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Premio Sebastiano Romeo: giovedì 15 febbraio si conoscerà il vincitore

Giovedì 15 febbraio, alle 17:30, presso Palazzo Pantaleo si conoscerà il vincitore o la vincitrice del premio di ricerca dedicato alla memoria di Sebastiano Romeo, bandito dall’associazione di public history Fucina 900 con la collaborazione della famiglia Romeo.

La prima edizione del premio ha riguardato elaborati di ricerca – tesi di laurea, tesi di dottorato e testi comunque editi – attinenti il tema “Arte, cultura e società a Taranto in età contemporanea”. I contributi sono stati esaminati da una commissione scientifica composta da studiosi e docenti universitari: Christian Caliandro, docente di Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia, critico d’arte; Vezio De Lucia, urbanista; Giulio Fenicia, professore ordinario di Storia Economica presso l’Università degli Studi di Bari; Silvio Labbate, ricercatore in Storia contemporanea all’Università del Salento; Rosaria Leonardi, ricercatrice presso l’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea (IPSAIC).

La persona premiata, a cui andrà un assegno di 1.000 Euro, terrà una conferenza sull’argomento della sua ricerca. Durante la cerimonia, realizzata con la partecipazione del Comune di Taranto, ci sarà un ricordo della figura di Sebastiano Romeo.

Photogallery: “Città e industria nel Mezzogiorno contemporaneo. Il caso Taranto” (Area archeologica di Via Marche, 26/01/2018)

Alcune immagini dell’iniziativa di ieri.

Grazie a Fabio Boccuni, Francesco Brigati e Giovanni Lippolis per le immagini.

 

Taranto e l’industria: un dibattito su una storia complicata

Un dibattito sulle conseguenze dell’industrializzazione del Sud, con un occhio di riguardo alla vicenda di Taranto. E’ la nuova iniziativa dell’associazione di public history “Fucina 900”, dal titolo “Città e industria nel Mezzogiorno contemporaneo. Il caso Taranto”, che si terrà venerdì 26 gennaio, alle 17:30, presso l’area archeologica di via Marche (accanto al Tribunale). La discussione prenderà le mosse dal nuovo numero della rivista “Italia Contemporanea” dedicata alle città industriali del Sud. Nel volume si parla anche di Taranto, con un saggio di Salvatore Romeo.

“Ricostruire storicamente il rapporto fra città e industria è fondamentale per capire la situazione attuale”, dichiara Stefania Castellana, presidente dell’associazione. “Abbiamo l’occasione di farlo grazie all’interessamento di un’importante rivista scientifica e dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, che ha dato il suo patrocinio all’iniziativa. Come si vede la nostra storia recente attira l’interesse di ambienti di grande rilievo. Dobbiamo esserne più consapevoli e valorizzarla al massimo. Come Fucina 900 continueremo a cercare contatti con la cultura nazionale e internazionale: abbiamo bisogno di aprirci al mondo per rilanciare la nostra città”.

Al dibattito interverranno il prof. Salvatore Adorno, docente di Storia Contemporanea all’Università di Catania e curatore del volume, il prof. Ezio Ritrovato, docente di Storia Economica all’Università di Bari, l’arch. Enrico Grifoni, urbanista, e il dott. Salvatore Romeo, autore del saggio “Taranto: città sviluppo e territorio nel secondo dopoguerra (1945-1977)”.

“Non sono il primo e di certo non sarò l’ultimo a scrivere di questo tema”, afferma Romeo. “Nel mio contributo ho cercato di indagare l’intreccio fra politiche di sviluppo, dinamiche socio-economiche e trasformazioni territoriali. L’arrivo del siderurgico ha attivato processi contraddittori: ha esasperato alcune tendenze preesistenti – su tutte, la speculazione immobiliare – e ne ha create di nuove. Quello che risalta è che la «stagione del consenso» verso l’industrialismo è durata in realtà molto poco: già alla fine degli anni ’60 iniziarono a emergere critiche sempre più consistenti verso quel modello di sviluppo. Queste sollecitazioni sfociarono, qualche anno dopo, nella cosiddetta «vertenza Taranto». Spero che questo mio scritto contribuisca a chiarire diversi aspetti della nostra storia recente”.

Al termine dell’iniziativa sarà possibile visitare il sito archeologico, con il contributo di Fucina 900, con la guida di un archeologo di Taranto Sotterranea.

Premio di ricerca “Sebastiano Romeo”: al via il lavoro della commissione scientifica

 

La prima fase della selezione per il Premio di ricerca “Sebastiano Romeo” si è conclusa il 6 gennaio, con l’invio dei materiali da parte degli studi

osi.

Adesso tocca alla commissione scientifica procedere alla valutazione

degli elaborati sul tema Taranto: cultura, arte e società in età contemporanea.

La commissione è composta da:

Christian Caliandro, docente di Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia, critico d’arte;

Vezio De Lucia, urbanista;

Giulio Fenicia, professore ordinario di Storia Econo

mica presso l’Università degli Studi di Bari;

Silvio Labbate, ricercatore in Storia contemporanea presso il Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento;

Rosaria Leonardi, ricercatrice presso l’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea (IPSAIC).

 

Siamo grati ai membri della commissione per essersi messi a disposizione del progetto e gli auguriamo buon lavoro!

 

Photogallery “In Lui viviamo, ci moviamo e siamo…”: il mosaico di Ferruccio Ferrazzi in Sant’Antonio a Taranto (28/12/2017)

Ed ecco alcune immagini della bella serata di ieri!

Si ringraziano, per alcuni degli scatti qui presenti, Giovanni Lacorte, Gianluca Marinelli, Ines Pagazzo e Francesca Razzato.

I Seminari di Fucina 900. “In Lui viviamo, ci moviamo e siamo…”: il mosaico di Ferruccio Ferrazzi in Sant’Antonio a Taranto

Taranto è uno scrigno ricco di tesori spesso poco conosciuti. Uno di questi è il grande mosaico che decora l’abside della parrocchia di Sant’Antonio, opera del maestro Ferruccio Ferrazzi, uno dei più grandi artisti italiani del Novecento. Giovedì 28 dicembre lo storico dell’arte Nico Fasano ci guiderà alla scoperta del capolavoro di Ferrazzi, illustrandone la storia e i contenuti. L’iniziativa, promossa dall’associazione di public history Fucina 900, si terrà presso la stessa parrocchia di Sant’Antonio, in via Regina Elena 126, alle 19:00.

“Valorizzare il patrimonio artistico della nostra città è uno degli obiettivi di Fucina 900”, sottolinea la presidente Stefania Castellana. “Per essere più chiari, vogliamo contribuire a una presa di coscienza del valore artistico di tante presenze disseminate nel nostro territorio. Noi tarantini siamo spesso distratti: non ci accorgiamo dell’importanza di ciò che abbiamo intorno, e di conseguenza non riusciamo a comunicarla all’esterno. Ma soprattutto perdiamo tante occasioni per godere della nostra città. Questo vale in particolare per le testimonianze artistiche più recenti. Il racconto dello splendido mosaico di Ferrazzi è il primo momento di un itinerario di scoperta e riappropriazione del nostro patrimonio. Taranto può diventare una città in cui la conoscenza e la cura dell’arte siano parte fondamentale di un progetto di futuro”.

“Insieme alle opere, Fucina 900 vuole valorizzare le persone”, aggiunge Salvatore Romeo, vicepresidente dell’associazione. “Nico Fasano è un giovane studioso con un’importante esperienza alle spalle: è stato storico dell’arte presso il Museo Diocesano di Taranto ed è autore di diverse pubblicazioni scientifiche e divulgative sul patrimonio artistico del territorio. Con lui inauguriamo una formula che vuole essere il tratto distintivo di Fucina 900: il coinvolgimento di specialisti che possono dare un contributo qualificato alla valorizzazione della nostra storia”

 

 

Premio Sebastiano Romeo: un contributo ai giovani per la storia di Taranto

Un premio di ricerca dedicato alla memoria di Sebastiano Romeo, medico tarantino, già assessore del Comune di Taranto, la cui passione e impegno civile hanno rappresentato un esempio per molti suoi concittadini. L’iniziativa di Fucina 900, in collaborazione con la famiglia Romeo, punta a valorizzare il lavoro di giovani studiosi con un premio di 1.000 Euro. Il tema scelto per la prima edizione è “Taranto: arte, cultura e società in età contemporanea”. Il bando integrale, insieme alla scheda di partecipazione, è disponibile alla pagina www.fucina900.it/premio-di-ricerca

“Al concorso potrà partecipare chiunque abbia al massimo 35 anni”, precisa la presidente dell’associazione, Stefania Castellana. “Potranno essere sottoposte a valutazione tesi di laurea, tesi di dottorato ed elaborati di ricerca già editi. Le proposte devono essere inviate alla mail fucina900@gmail.com entro il 6 gennaio 2018. La valutazione sarà effettuata da una commissione scientifica e la premiazione avverrà a Taranto il prossimo 15 febbraio. Durante la cerimonia di consegna il vincitore dovrà tenere una conferenza sull’argomento presentato”.

“Con questa iniziativa vogliamo puntare i riflettori su chi si dedica seriamente allo studio della storia del nostro territorio”, aggiunge Castellana. “Taranto ha un grande bisogno di riscoprire il suo passato per proiettarsi nel futuro con nuovo slancio. I giovani studiosi, che troppo spesso lavorano in condizioni difficilissime, sono la linfa di questo processo di sviluppo. Nel nostro piccolo vogliamo riconoscere e incentivare il loro lavoro: speriamo che il nostro esempio venga seguito da tanti altri”.

“Da tempo nella mia famiglia discutevamo del modo migliore per commemorare la figura di mio padre”, afferma Salvatore Romeo, vice-presidente di Fucina 900. “Un premio di ricerca ci è sembrata l’idea giusta. Lo studio per lui era un elemento fondamentale: allo studio doveva la sua posizione e il valore dello studio lo ha trasmesso a noi figli. In più c’è l’aspetto del legame con Taranto, che in lui era fortissimo. Nella sua attività istituzionale ha provato a dare il suo contributo al miglioramento della città: questo premio vuole andare nella stessa direzione”.

Leggi il bando

La cortina d’acciaio: vent’anni di emergenza ambientale a Taranto

Un confronto fra alcuni dei protagonisti dell’emergenza ambientale a Taranto nell’ultimo ventennio. E’ la prima iniziativa pubblica dell’associazione di “public history” Fucina 900. L’evento si terrà martedì 28 novembre, alle 17:30, presso il Centro della fotografia, in via Plinio 85. Al dibattito parteciperanno Giovanni Angelini, attuale segretario dello SPI-CGIL, i professori Giorgio Assennato e Tommaso Fiore, rispettivamente ex direttore di Arpa Puglia ed ex assessore regionale alla Sanità, Leo Corvace, attivista di Legambiente Taranto, e Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink.

“Abbiamo voluto dedicare la nostra prima uscita pubblica a un tema molto sentito a Taranto”, spiega la presidente dell’associazione, Stefania Castellana, che presenterà i lavori. “L’obiettivo è provare a capire cosa è successo in un ventennio decisivo per la nostra comunità, quello che va dalla privatizzazione dell’Ilva al sequestro dell’area a caldo. In quella fase cambiano tante cose: subentra una nuova proprietà, il movimento operaio subisce un drastico turn over, ma soprattutto si fa largo una nuova sensibilità ai temi ambientali e una crescente attenzione all’impatto delle attività industriali sulla salute. Dialogare con chi ha affrontato personalmente questo passaggio cruciale è di fatto utilizzare una delle fonti privilegiate per la storia contemporanea – la testimonianza diretta – offrendo al dibattito e alla città nuovo materiale di approfondimento. Non pretendiamo pertanto di esaurire la riflessione su un tema che sarebbe vastissimo, e che deve ancora essere studiato a fondo; vogliamo però contribuire ad avviare una seria riflessione pubblica. Siamo convinti infatti che una lucida consapevolezza del passato sia indispensabile per affrontare i problemi del presente”.

“L’idea di coinvolgere i protagonisti di quella stagione è un esperimento”, aggiunge Salvatore Romeo, vice-presidente di Fucina 900, che curerà l’introduzione al dibattito. “Anzitutto parliamo di un campo, quello della storia ambientale, che in Italia è ancora poco praticato, ma riscontra crescente interesse e senz’altro sarà uno dei principali assi di sviluppo della disciplina. Inoltre, nella ricerca storica va affermandosi sempre più l’uso delle fonti orali. Nel nostro caso cerchiamo di andare oltre: i soggetti che abbiamo coinvolto sono allo stesso tempo testimoni e attori diretti delle vicende in questione; possono dare quindi anche un contributo di interpretazione. E dalla dialettica fra prospettive diverse può emergere una visione complessa, e quindi maggiormente realistica, delle cose”.

“La cortina d’acciaio. Storia e memoria dell’emergenza ambientale a Taranto” è il primo di una serie di appuntamenti che Fucina 900 promuoverà per approfondire e divulgare la storia del territorio ionico.

Vedi l’evento facebook

Fucina 900: “public history” fra i due mari

Con l’espressione “public history” nel mondo anglosassone vengono definite le iniziative di divulgazione della storia. Un fenomeno che ha preso piede anche in Italia negli ultimi anni: con grande rapidità sono sorte numerose associazioni che coinvolgono migliaia di appassionati e cultori in diverse parti del paese. Tutto ciò testimonia un grande interesse per la conoscenza del passato.

Anche Taranto adesso ha la sua prima associazione di public history: si chiama “Fucina 900” ed è un’iniziativa promossa da due giovani ricercatori: Stefania Castellana (storica dell’arte) e Salvatore Romeo (storico economico). “La memoria è un elemento imprescindibile per la definizione dell’identità”, afferma Castellana, presidente dell’associazione. “Oggi il rapporto fra questi aspetti è molto problematico: spesso per affermare identità forti si manipola la memoria in maniera spregiudicata. Con Fucina 900 vogliamo creare un legame stretto fra memoria e conoscenza della storia, concentrandoci soprattutto su quella che convenzionalmente si definisce «età contemporanea», e in particolare sul Novecento. Un’epoca di profonde trasformazioni, che hanno radicalmente mutato le condizioni di vita dell’umanità. E lo è stata anche per Taranto che, tuttavia,
sembra non comprenderne appieno il valore identitario. La consapevolezza di quel passato, e dei suoi passaggi traumatici, può aiutarci a capire chi siamo realmente, spingerci a guardare in faccia le nostre contraddizioni, e quindi permetterci di affrontare con maggiore lucidità le sfide del nostro tempo.”

“Abbiamo in cantiere diverse attività”, aggiunge Romeo. “Stiamo definendo una programmazione di seminari e dibattiti a cadenza mensile, con il coinvolgimento di studiosi che hanno trattato vicende e temi legati al nostro territorio. Cercheremo soprattutto di dare voce a giovani che, come noi, fanno un mestiere affascinante e purtroppo spesso poco riconosciuto. Per loro abbiamo in programma anche un premio di ricerca: entro fine mese sarà pubblicato il bando. E per favorire l’incontro fra le vecchie e le nuove leve della ricerca storica cureremo la pubblicazione in formato digitale dei lavori di Roberto Nistri (oggi quasi introvabili). Tutto sarà reso disponibile sul nostro sito, affinché anche le giovani generazioni possano conoscere e apprezzare il contributo di uno dei nostri maggiori storici e intellettuali”.

Fucina 900 è anche sui social (facebook.com/Fucina900 e @fucina900 su Twitter), e sul suo sito (www.fucina900.it) è attivo anche un servizio di “biblioteca condivisa”: chiunque può chiedere di consultare i libri presenti sullo scaffale Anobii dell’associazione e messi a disposizione dai fondatori. Un servizio finalizzato a intensificare gli scambi fra studiosi e fra questi e la cittadinanza.

Intanto il 28 novembre è atteso il “debutto” ufficiale, con un’iniziativa che Castellana e Romeo annunciano come un “esperimento”. “Cercheremo di far parlare i testimoni e i protagonisti di una delle fasi più complesse della nostra storia. Ma scopriremo tutto fra qualche giorno”.