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“Taranto e il ‘caso Moro’. Materiali per una ricerca”

40 anni fa le Brigate Rosse rapivano e uccidevano Aldo Moro. In quei giorni, dal 16 marzo al 9 maggio 1978, tutta Italia fu scossa da tensioni contrastanti: sgomento, angoscia, speranza. Come reagì la città di Taranto? Questa la domanda che ha ispirato la mostra promossa dall’associazione di public history Fucina 900 dal titolo “Taranto e il «caso Moro». Materiali per una ricerca”. Si tratterà della esposizione di riproduzioni di articoli di quotidiani locali legati ai 55 giorni della prigionia di Moro, organizzati in più sezioni. A corredo della mostra verrà proiettato un breve video dal titolo “Un flusso di coscienza” nel quale abbiamo raccolto, attraverso alcune interviste, le testimonianze orali di personalità del territorio che hanno ricoperto un ruolo nella  politica, del mondo sindacale e della fabbrica e che, in quei giorni, hanno scelto tra la linea della fermezza e quella della trattativa.

Ci sarà, inoltre, occasione per una partecipazione collettiva alla mostra attraverso la memoria: viene richiesto a chi visita di lasciare un proprio ricordo di quei giorni, legato alla propria quotidianità.

L’esposizione e il video sono a cura di Fucina 900.

Si terrà presso Gagarin Spazio Sociale a partire da giorno 11 maggio, ore 19 e sarà aperta dal lunedì al venerdì, dalle 18 alle 20, sino all’11 giugno.

L’ingresso è libero.

Photogallery: “Sulle note di una Passione” (Gagarin Spazio Sociale, 28/01/2018)

Alcuni scatti dalla bella relazione a cura di Pierfrancesco Galati. Ringraziamo per le foto Maurizio Calò.

Photogallery: “Città e industria nel Mezzogiorno contemporaneo. Il caso Taranto” (Area archeologica di Via Marche, 26/01/2018)

Alcune immagini dell’iniziativa di ieri.

Grazie a Fabio Boccuni, Francesco Brigati e Giovanni Lippolis per le immagini.

 

Taranto e l’industria: un dibattito su una storia complicata

Un dibattito sulle conseguenze dell’industrializzazione del Sud, con un occhio di riguardo alla vicenda di Taranto. E’ la nuova iniziativa dell’associazione di public history “Fucina 900”, dal titolo “Città e industria nel Mezzogiorno contemporaneo. Il caso Taranto”, che si terrà venerdì 26 gennaio, alle 17:30, presso l’area archeologica di via Marche (accanto al Tribunale). La discussione prenderà le mosse dal nuovo numero della rivista “Italia Contemporanea” dedicata alle città industriali del Sud. Nel volume si parla anche di Taranto, con un saggio di Salvatore Romeo.

“Ricostruire storicamente il rapporto fra città e industria è fondamentale per capire la situazione attuale”, dichiara Stefania Castellana, presidente dell’associazione. “Abbiamo l’occasione di farlo grazie all’interessamento di un’importante rivista scientifica e dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, che ha dato il suo patrocinio all’iniziativa. Come si vede la nostra storia recente attira l’interesse di ambienti di grande rilievo. Dobbiamo esserne più consapevoli e valorizzarla al massimo. Come Fucina 900 continueremo a cercare contatti con la cultura nazionale e internazionale: abbiamo bisogno di aprirci al mondo per rilanciare la nostra città”.

Al dibattito interverranno il prof. Salvatore Adorno, docente di Storia Contemporanea all’Università di Catania e curatore del volume, il prof. Ezio Ritrovato, docente di Storia Economica all’Università di Bari, l’arch. Enrico Grifoni, urbanista, e il dott. Salvatore Romeo, autore del saggio “Taranto: città sviluppo e territorio nel secondo dopoguerra (1945-1977)”.

“Non sono il primo e di certo non sarò l’ultimo a scrivere di questo tema”, afferma Romeo. “Nel mio contributo ho cercato di indagare l’intreccio fra politiche di sviluppo, dinamiche socio-economiche e trasformazioni territoriali. L’arrivo del siderurgico ha attivato processi contraddittori: ha esasperato alcune tendenze preesistenti – su tutte, la speculazione immobiliare – e ne ha create di nuove. Quello che risalta è che la «stagione del consenso» verso l’industrialismo è durata in realtà molto poco: già alla fine degli anni ’60 iniziarono a emergere critiche sempre più consistenti verso quel modello di sviluppo. Queste sollecitazioni sfociarono, qualche anno dopo, nella cosiddetta «vertenza Taranto». Spero che questo mio scritto contribuisca a chiarire diversi aspetti della nostra storia recente”.

Al termine dell’iniziativa sarà possibile visitare il sito archeologico, con il contributo di Fucina 900, con la guida di un archeologo di Taranto Sotterranea.

Photogallery “In Lui viviamo, ci moviamo e siamo…”: il mosaico di Ferruccio Ferrazzi in Sant’Antonio a Taranto (28/12/2017)

Ed ecco alcune immagini della bella serata di ieri!

Si ringraziano, per alcuni degli scatti qui presenti, Giovanni Lacorte, Gianluca Marinelli, Ines Pagazzo e Francesca Razzato.

I Seminari di Fucina 900. “In Lui viviamo, ci moviamo e siamo…”: il mosaico di Ferruccio Ferrazzi in Sant’Antonio a Taranto

Taranto è uno scrigno ricco di tesori spesso poco conosciuti. Uno di questi è il grande mosaico che decora l’abside della parrocchia di Sant’Antonio, opera del maestro Ferruccio Ferrazzi, uno dei più grandi artisti italiani del Novecento. Giovedì 28 dicembre lo storico dell’arte Nico Fasano ci guiderà alla scoperta del capolavoro di Ferrazzi, illustrandone la storia e i contenuti. L’iniziativa, promossa dall’associazione di public history Fucina 900, si terrà presso la stessa parrocchia di Sant’Antonio, in via Regina Elena 126, alle 19:00.

“Valorizzare il patrimonio artistico della nostra città è uno degli obiettivi di Fucina 900”, sottolinea la presidente Stefania Castellana. “Per essere più chiari, vogliamo contribuire a una presa di coscienza del valore artistico di tante presenze disseminate nel nostro territorio. Noi tarantini siamo spesso distratti: non ci accorgiamo dell’importanza di ciò che abbiamo intorno, e di conseguenza non riusciamo a comunicarla all’esterno. Ma soprattutto perdiamo tante occasioni per godere della nostra città. Questo vale in particolare per le testimonianze artistiche più recenti. Il racconto dello splendido mosaico di Ferrazzi è il primo momento di un itinerario di scoperta e riappropriazione del nostro patrimonio. Taranto può diventare una città in cui la conoscenza e la cura dell’arte siano parte fondamentale di un progetto di futuro”.

“Insieme alle opere, Fucina 900 vuole valorizzare le persone”, aggiunge Salvatore Romeo, vicepresidente dell’associazione. “Nico Fasano è un giovane studioso con un’importante esperienza alle spalle: è stato storico dell’arte presso il Museo Diocesano di Taranto ed è autore di diverse pubblicazioni scientifiche e divulgative sul patrimonio artistico del territorio. Con lui inauguriamo una formula che vuole essere il tratto distintivo di Fucina 900: il coinvolgimento di specialisti che possono dare un contributo qualificato alla valorizzazione della nostra storia”